Il club del libro: cos'ho imparato da 50 modi per vincere la fame nervosa
Se conoscete la fame nervosa, sapete anche che dopo una giornata stressante il nostro unico desiderio sia sgranocchiare. Sì, perché ci fa stare bene: è gioia istantanea che calma i nervi e mette a tacere la nostra insoddisfazione. Un capo tiranno, familiari impegnativi, faccende domestiche infinite: tutto sembra sparire nell'istante in cui si mangia. Ma, come nelle migliori fiabe, molto rapidamente l'effetto confortante sparisce e finiamo col sentirci molto peggio di prima. Ecco cos'ho imparato da questo libro.
La sindrome da alimentazione incontrollata
Per alcune persone la fame nervosa e incontrollata si manifesta solo in rare occasioni e non costituisce un problema: mandano giù un dolcetto per affrontare i sintomi di una sindrome premestruale particolarmente pesante, sgranocchiano nervosamente popcorn durante un film che fa paura, si abbuffano di gelato dopo essere state lasciate dal fidanzato. Tuttavia, per molte persone mangiare per trovare conforto è una battaglia quotidiana cronica: lo fanno così spesso da rimanere intrappolate in un circolo vizioso da cui non riescono a uscire. La fame da stress, che inizialmente poteva aver aiutato ad affrontare una situazione di esaurimento, è evoluta in un vero e proprio disturbo alimentare e divenuta essa stessa una fonte di stress anziché di conforto allo stress.
La capacità di autoconforto
In psicologia la capacità di autoconforto consiste nella capacità di regolare i sentimenti, ossia saper temperare le emozioni forti come la rabbia e la tristezza, ma anche essere in grado di tollerare cose che infastidiscono e stressano profondamente senza crollare. Probabilmente ci è capitato di vedere persone con ottime capacità di autoconforto: riescono a lasciar andare facilmente smacchi e arrabbiature, spesso vedono il lato positivo di una situazione difficile, affrontano lo stress senza adottare metodi che potrebbero risultare nocivi (fumo, alcol, cibo, ecc) confidando nel fatto che le cose andranno bene a prescindere da tutto. Conosciamo anche persone con scarsa, o nessuna, capacità di autoconforto: quando si trovano davanti a un problema si agitano o innervosiscono, perché l'intensità delle emozioni può essere tale da paralizzarli o sopraffarli.
Stress vs autoconforto
La sindrome da alimentazione incontrollata in realtà non riguarda il cibo, bensì il bisogno personale di conforto: calmare e rilassare mente, corpo e nervi. I problemi fisici ed emotivi si presentano nella vita di tutti, ma chi possiede capacità di autoconforto è molto più preparato ad affrontarli con successo. Molte persone hanno una una tolleranza molto bassa allo stress: non appena si sentono a disagio, cercano qualunque cosa le possa liberare da quella sensazione, e subito. E' necessario invece imparare a sopportare e affrontare le persone o gli eventi che continueranno a far parte nostra vita quotidiana, anche se tendono a farci diventare matti!
Il segreto sta nel saper convivere con il dolore
Questo libro non ci insegna a cancellare lo stress dalle nostre vite e di gioire incondizionatamente. Tutti noi soffriamo e nessuno può evitarlo. Ecco perché è fondamentale sviluppare la capacità di affrontare la sofferenza. Quando si cerca di sfuggire al dolore, spegnendo i sentimenti o ricorrendo a qualcosa a di fuori di essi, si rischia infatti di peggiorare involontariamente il problema. Mangiare per liberarsi dalle emozioni implica che ci sia qualcosa di inaccettabile nei nostri sentimenti. Ma proviamo ad accettare per un po' di tempo di sentirci male ed essere in grado di convivere con quel malessere. Accettiamo l'intera situazione senza cercare di cambiarla o di combatterla: è la realtà, che ci piaccia o meno. Smettendo di combattere contro ciò che proviamo, scopriremo modi più costruttivi di gestire le emozioni difficili. Chiediamoci:
* cosa c'è di terribile in quello che provo?
* questo dolore/disagio può danneggiarmi fisicamente o uccidermi?
* questo sentimento cosa vole comunicarmi?
Le tecniche per sviluppare la consapevolezza (mindfulness)
Insegnano a tollerare lo stress anziché evitarlo (tanto è impossibile), e rappresentano un approccio realistico perché spesso non è possibile liberarsi della persona o dell'evento che è causa del nostro stress; è necessario invece imparare ad affrontarli, perché continueranno a fare parte della nostra vita quotidiana. Sebbene non cancellino totalmente le voglie o il disagio emotivo, possono calmare le nostre emozioni e ristabilire la sintonia corpo-mente. Quando i pensieri che ci spingono verso il cibo ecco a cosa possiamo ricorrere per allontanarci da essi:
* esercizi di qui e ora
* la meditazione
* la respirazione
* il dialogo con noi stessi
* la spiritualità
* frasi di accettazione della fame nervosa
Le tecniche per cambiare i pensieri
Aiutano a interrompere il flusso di pensieri autodistruttivi e destabilizzanti che sta alla base della fame nervosa.
* il pensiero positivo
* il pensiero consapevole
* le affermazioni
* l'immaginazione guidata
* le frasi realistiche
Le tecniche per rilassare il corpo
Quando diventiamo consapevoli del modo con cui il nostro corpo reagisce allo stress e alle emozioni, possiamo usarlo come strumento di guarigione con:
* l'auto-massaggio
* l'esercizio fisico
* le tecniche di rilassamento
* lo yoga
Le tecniche di distrazione consapevole
Alcune distrazioni, oltre a tenerci lontane dalla cucina, possono migliorare il nostro umore ed essere così stimolanti da ridurre lo stimolo a mangiare. La distrazione consapevole, però, non deve farci evitare i nostri sentimenti, ma interrompere quella serie di pensieri controproducenti e di abitudini negative.
Un supporto confortante
Uno dei modi migliori di evitare di cadere nella trappola del mangiare incontrollato è trovare un valido supporto sociale:
* gli amici
* interagire con il mondo
{To be continued}
La sindrome da alimentazione incontrollata
Per alcune persone la fame nervosa e incontrollata si manifesta solo in rare occasioni e non costituisce un problema: mandano giù un dolcetto per affrontare i sintomi di una sindrome premestruale particolarmente pesante, sgranocchiano nervosamente popcorn durante un film che fa paura, si abbuffano di gelato dopo essere state lasciate dal fidanzato. Tuttavia, per molte persone mangiare per trovare conforto è una battaglia quotidiana cronica: lo fanno così spesso da rimanere intrappolate in un circolo vizioso da cui non riescono a uscire. La fame da stress, che inizialmente poteva aver aiutato ad affrontare una situazione di esaurimento, è evoluta in un vero e proprio disturbo alimentare e divenuta essa stessa una fonte di stress anziché di conforto allo stress.
La capacità di autoconforto
In psicologia la capacità di autoconforto consiste nella capacità di regolare i sentimenti, ossia saper temperare le emozioni forti come la rabbia e la tristezza, ma anche essere in grado di tollerare cose che infastidiscono e stressano profondamente senza crollare. Probabilmente ci è capitato di vedere persone con ottime capacità di autoconforto: riescono a lasciar andare facilmente smacchi e arrabbiature, spesso vedono il lato positivo di una situazione difficile, affrontano lo stress senza adottare metodi che potrebbero risultare nocivi (fumo, alcol, cibo, ecc) confidando nel fatto che le cose andranno bene a prescindere da tutto. Conosciamo anche persone con scarsa, o nessuna, capacità di autoconforto: quando si trovano davanti a un problema si agitano o innervosiscono, perché l'intensità delle emozioni può essere tale da paralizzarli o sopraffarli.
Stress vs autoconforto
La sindrome da alimentazione incontrollata in realtà non riguarda il cibo, bensì il bisogno personale di conforto: calmare e rilassare mente, corpo e nervi. I problemi fisici ed emotivi si presentano nella vita di tutti, ma chi possiede capacità di autoconforto è molto più preparato ad affrontarli con successo. Molte persone hanno una una tolleranza molto bassa allo stress: non appena si sentono a disagio, cercano qualunque cosa le possa liberare da quella sensazione, e subito. E' necessario invece imparare a sopportare e affrontare le persone o gli eventi che continueranno a far parte nostra vita quotidiana, anche se tendono a farci diventare matti!
Il segreto sta nel saper convivere con il dolore
Questo libro non ci insegna a cancellare lo stress dalle nostre vite e di gioire incondizionatamente. Tutti noi soffriamo e nessuno può evitarlo. Ecco perché è fondamentale sviluppare la capacità di affrontare la sofferenza. Quando si cerca di sfuggire al dolore, spegnendo i sentimenti o ricorrendo a qualcosa a di fuori di essi, si rischia infatti di peggiorare involontariamente il problema. Mangiare per liberarsi dalle emozioni implica che ci sia qualcosa di inaccettabile nei nostri sentimenti. Ma proviamo ad accettare per un po' di tempo di sentirci male ed essere in grado di convivere con quel malessere. Accettiamo l'intera situazione senza cercare di cambiarla o di combatterla: è la realtà, che ci piaccia o meno. Smettendo di combattere contro ciò che proviamo, scopriremo modi più costruttivi di gestire le emozioni difficili. Chiediamoci:
* cosa c'è di terribile in quello che provo?
* questo dolore/disagio può danneggiarmi fisicamente o uccidermi?
* questo sentimento cosa vole comunicarmi?
Fame nervosa addio
Mangiare per cercare conforto non è soltanto un'inutile toppa emotiva temporanea, ma anche un disturbo vero e proprio che a lungo termine risulta nocivo per la salute e le relazioni personali. E che lo vogliamo o no, la vita è quotidianamente piena di piccoli intoppi e grandi ostacoli: è quindi necessario trovare un modo funzionale per affrontarli. Se siamo abituati a farlo con il cibo, dire addio all'alimentazione incontrollata è possibile: dobbiamo trovare qualcosa di costruttivo con cui sostituirlo. Per riuscirci occorre diventare consapevoli dei propri sentimenti, per gestire qualunque tipo di disagio in modo sano e che concili mente, corpo e spirito. Ecco alcune tecniche da sperimentare.Le tecniche per sviluppare la consapevolezza (mindfulness)
Insegnano a tollerare lo stress anziché evitarlo (tanto è impossibile), e rappresentano un approccio realistico perché spesso non è possibile liberarsi della persona o dell'evento che è causa del nostro stress; è necessario invece imparare ad affrontarli, perché continueranno a fare parte della nostra vita quotidiana. Sebbene non cancellino totalmente le voglie o il disagio emotivo, possono calmare le nostre emozioni e ristabilire la sintonia corpo-mente. Quando i pensieri che ci spingono verso il cibo ecco a cosa possiamo ricorrere per allontanarci da essi:
* esercizi di qui e ora
* la meditazione
* la respirazione
* il dialogo con noi stessi
* la spiritualità
* frasi di accettazione della fame nervosa
Le tecniche per cambiare i pensieri
Aiutano a interrompere il flusso di pensieri autodistruttivi e destabilizzanti che sta alla base della fame nervosa.
* il pensiero positivo
* il pensiero consapevole
* le affermazioni
* l'immaginazione guidata
* le frasi realistiche
Le tecniche per rilassare il corpo
Quando diventiamo consapevoli del modo con cui il nostro corpo reagisce allo stress e alle emozioni, possiamo usarlo come strumento di guarigione con:
* l'auto-massaggio
* l'esercizio fisico
* le tecniche di rilassamento
* lo yoga
Le tecniche di distrazione consapevole
Alcune distrazioni, oltre a tenerci lontane dalla cucina, possono migliorare il nostro umore ed essere così stimolanti da ridurre lo stimolo a mangiare. La distrazione consapevole, però, non deve farci evitare i nostri sentimenti, ma interrompere quella serie di pensieri controproducenti e di abitudini negative.
Un supporto confortante
Uno dei modi migliori di evitare di cadere nella trappola del mangiare incontrollato è trovare un valido supporto sociale:
* gli amici
* interagire con il mondo
{To be continued}



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