Think pink: conosciamo le emozioni per poterle gestire
Non c'è un giorno uguale all'altro, questa è la vita. E la vita, si sa, è fatta di stress, responsabilità, eventi destabilizzanti e persone negative. E così spesso finiamo col sentirci demoralizzate, o col non riuscire a smettere di pensare a un problema che ci assilla o al passato che non possiamo cambiare. Ma, nonostante tutto, possiamo affrontare la sofferenza con successo. Di cosa sto parlando? Continuate a leggere.
Il self control emozionale
Sorridere alla vita vuol dire accettarla nelle sue svolte gioiose come nei suoi imprevisti. Già, ma come si fa? Allenando la mente a saper gestire le emozioni, per imparare ad alleggerire il peso dei brutti pensieri e tenere sotto controllo le nostre ansie.
Ma cosa sono le emozioni?
Ve lo siete mai chiesto amiche mie? In realtà il termine emozione descrive ciò che prova la nostra anima. Quando percepiamo un certo tipo di evento, infatti, il nostro cervello reagisce cambiando i livelli delle sostanze chimiche da lui sintetizzate, ed esse a loro volta creano l'esperienza emozionale che noi chiameremo tristezza, gioia, paura, ecc. In altre parole sono la reazione a ciò che sconvolge il nostro equilibrio interiore, non solo in negativo ma anche in positivo. Imparare a interpretarne i segnali, dunque, renderà più semplice porre rimedio alle situazioni critiche. Ecco le 8 emozioni base da imparare a distinguere.
La tristezza
* E' un'emozione che si prova di fronte a una perdita, materiale o simbolica: si riferisce a qualcosa o qualcuno a cui tenevamo molto e che ora abbiamo perso. Rappresenta tendenzialmente un ancoraggio psicologico al passato. La nostalgia, ad esempio, è un dolore (dal greco nostros ritorno e algos dolore) per qualcosa che appartiene a tempi e luoghi del passato.
* Sono fonte di tristezza: un lutto, un'abbandono, un'amicizia finita, un cambio di città (perdita delle proprie origini, ecc), un progetto che non ha funzionato, un problema di salute (perdita di alcune sicurezze), un brutto voto (desiderio infranto).
* Cosa si prova: amarezza (irritati, lunatici, stanchi, rassegnati), desiderio di piangere, disarmonia con la vita (come se non valesse di essere vissuta), difficoltà a reagire a sollecitazioni esterne.
* Reazioni psicosomatiche: dolori alla testa e al corpo, problemi col sonno (dormire sempre o non riuscire a dormire), mancanza di energie.
* Bisogno nascosto: di venire accolti, per riuscire ad accettare la perdita (es. l'abbraccio della mamma).
* Comportamento utile: chiedere e accettare sostegno per accettare la perdita. In alternativa, mettere per iscritto i motivi di tristezza e stimolare la nostra mente a ricercare soluzioni creative.
La paura
* E' un’emozione che ci avvisa dei possibili pericoli e che ci aiuta ad anticipare e a proteggerci da una minaccia.
* Sono fonte di paura:
* Cosa si prova: a livello fisico, la paura si esprime in diversi modi: mal di stomaco, tensione corporea, battito accelerato, sudorazione, senso di pressione al petto, diarrea, alterazioni nell’appetito e insonnia, etc.
* Reazioni psicosomatiche:
* Bisogno nascosto:
* Comportamento utile: per poter gestire la paura, la cosa migliore è cercare di affrontarla e non evitarla. Ad esempio, se dovete fare una presentazione in pubblico, potete provare a gestire la paura con le tecniche di respirazione e rilassamento.
La rabbia
* Stimolo: quando ci sentiamo vittima di un sopruso e/o una mancanza di rispetto; sentiamo che la nostra autostima, diritti dignità e/o ciò a cui teniamo di più sono stati intaccati, offesi, sminuiti.
* Sono fonte di rabbia: stress quotidiani (come il traffico, a mancanza di parcheggio, il non rispetto di file alle poste/in banca/al supermercato), situazioni più personali (il ritardo di un amico ad un appuntamento, il non aver ricevuto un piacere).
* Cosa si prova: irritazione e impotenza, per situazioni che non ci piacciono o per persone che non sono come vorremmo, e che verranno percepite nemici e ostacoli alla nostra felicità.
* Reazioni psicosomatiche: tensione muscolare, forte sensazione di stress, cefalea, gastrite, bruciori di stomaco.
* Bisogno nascosto: di essere rispettate.
* Comportamento utile: l'arma migliore, per sfogare la tensione e placare il proprio animo, è la parola. Attraverso il dialogo interno chiariamo in primis il perché e chi ha suscitato la nostra collera. Successivamente, esprimiamo le nostre opinioni e e lasciamo fluire l'emozione fino a scemare. Infine, segnaliamo a chi ci ha offeso che non siamo disposti ad accettare ulteriori soprusi.
La paura
* Stimolo: la presenza di un pericolo, reale o a una situazione probabile.
* Sono fonte di paura: pericoli fisici (precipizi, rumori improvvisi come di tuono o
terremoto, o movimenti bruschi di predatoriesami (paura di prendere un brutto voto), relazioni sociali (paura di perdere l'affetto), la nostra salute (paura di ammalarsi).
* Cosa si prova: forte preoccupazione, si teme il peggio e si tende a perdere la facoltà di prendere decisioni.
* Reazioni psicosomatiche: battito cardiaco veloce e intenso (palpitazioni), vampate di calore o brividi, tremori, ecc.
* Bisogno nascosto: di essere rassicurate.
* Comportamento utile: confidiamoci con qualcuno di cui ci fidiamo, per accogliere l'emozione, analizzarne l'origine e trovare strategie per reagire in modo funzionale. Attraverso questa emozione, infatti, la mente contribuisce a risolvere un problema legato al futuro: preoccupandoci di qualcosa che non sia sicuro accada in futuro, in nostro cervello crea una simulazione virtuale dell'evento, che ci consente di pensare ai modi in cui affrontarlo, se o quando accadrà.
* Stimolo: la presenza di qualcosa che è nocivo per il nostro benessere psico-fisico. Quando il disgusto è forte si trasforma in disprezzo ed evidenzia l’ostilità nei confronti di qualcosa o qualcuno che manifesta valori opposti ai nostri.
* Sono fonte di disgusto:
* Cosa si prova: DISPREZZO (svalutazione dell’altro da sé, per senso di superiorità
* Reazioni psicosomatiche: mal di pancia, sensazione di nausea e vomito.
* Bisogno nascosto:
* Comportamento utile:
La colpa
* Stimolo: la trasgressione di regole sociali o morali. Scatta quando abbiamo agito (o crediamo di averlo fatto) in maniera scorretta e ingiusta. Il senso di colpa è una sanzione morale auto-inflitta che segnala che si è commessa una azione che ha provocato dolore o danno per altre persone, che si è trasgredito ad un imperativo morale e sprona a non ripetere azioni simili.
* Sono fonte di colpa:
* Cosa si prova: tensione, rimorso, dispiacere, rimpianto.
* Reazioni psicosomatiche:
* Bisogno nascosto:
* Comportamento utile: confessare, scusarsi o riparare. Quando la colpa non è elaborata o è esagerata ed è troppo duratura può trasformarsi in rimorso. Il rimpianto è un rammarico per desideri rimasti inappagati, per esperienze non vissute, per scelte considerate sbagliate.
La vergogna
* Stimolo: l'inadeguatezza, per aver detto o fatto qualcosa che possa essere giudicato male dagli altri.
* Sono fonte di vergogna: situazioni di inadeguatezza a livello di sé corporeo, sbadataggini cognitive, perdita di controllo, difetti di look, inadeguatezza comportamentale.
* Cosa si prova: imbarazzo, desiderio di nascondersi e scappare (propensione a provare molta paura di persone e situazioni non familiari, tendenza ad evitarle e a inibirsi), mancanza di stima
* Reazioni psicosomatiche:
* Bisogno nascosto: di sentirsi all'altezza della situazione.
* Comportamento utile:
La sorpresa
* Stimolo: quando accade qualcosa di inaspettato, imprevisto e improvviso possiamo reagire con sorpresa, se l’evento è di segno positivo, con stupore o meraviglia se l’intensità è forte. Reagiamo invece con spavento se ci troviamo di fronte a qualcosa percepito come pericoloso.
* Sono fonte di sorpresa:
* Cosa si prova:
* Reazioni psicosomatiche:
* Bisogno nascosto:
* Comportamento utile:
La felicità
* Stimolo:
* Sono fonte di felicità:
* Cosa si prova:
* Reazioni psicosomatiche:
* Bisogno nascosto:
* Comportamento utile:
Alleniamoci a dare un nome alle emozioni
Mattina, pomeriggio e sera, feriamoci per 5-10 minuti a chiederci che cosa stiamo provando e cerchiamo di dare un nome alle nostre emozioni. Un piccolo sforzo che ci regalerà nel tempo una maggiore capacità di capire noi stesse e gli altri. E soprattutto una self-control che ci accompagnerà in ogni cambiamento della vita. Con gioia.
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