Think pink: trasformiamo il negativo in positivo
Ci sono momenti in cui tutto sembra perduto, ma non tutto il male viene per nuocere. Non ci credete? Vi propongo ora tre esempi pratici su come, da situazioni negative, si possano comunque trarre stimoli positivi.
Abbiamo perso il lavoro
E' senz'altro un duro colpo, ma proviamo a trasformare un attentato all'autostima in un'opportunità:
1. domandati come ti senti: sei arrabbiata? Hai paura? Ascoltare le emozioni e dargli un nome serve a sciogliere i blocchi che ci impediscono di guardare avanti.
2. analizza: a parte l'aspetto economico, in quell'azienda ci stavi proprio così bene? Eri soddisfatta del tuo ruolo e di come venivi trattata? Sentivi riconosciuti i tuoi meriti e apprezzate le tue idee? Focalizziamo meglio gli obiettivi professionali che vogliamo darci e valutiamo quali nuove opportunità (che restando nella vecchia azienda non avremmopotuto cogliere) ci si potrebbero prospettare.
3. prenditi cura di te: quando qualcosa non gira per il verso giusto si tende a lasciarsi andare, quindi anticipiamo sul tempo questa deriva e concentriamoci su tutto quello che può farci torare nel giusto mood.
4. mantieni alta l'autostima: fondamentale per rimettesi di nuovo in gioco! Come booster proviamo la "doccia di positività": chiediamo ad amici e parenti 3 aggettivi checi descrivano. Scopriremo le qualità su cui puntare per ripartire.
5. tira fuori dal cassetto idee e progetti nuovi: potremmo scoprire uno spirito di iniziativa e una grinta che non pensavamo di avere e che senz'altro, prima o poi, finiranno con lo spianarci nuove strade.
Il "nostro" partner ci ha lasciate
E noi siamo ovviamente deluse e disperate. Ecco un piano d'attacco a prova di cuore spezzato:
1. fatti aiutare dallo sport: la fase più difficile è quella in cui dobbiamo superare le emozioni iniziali. Sei arrabbiata? Corriamo, per sfogare le frustrazioni. Sei triste? Dedichiamoci allo yoga, per riconettertìci con la tua interiorità.
2. analizza con onestà la tua storia d'amore: veramente ti faceva stare bene? Ti appagava fino in fondo? Probabilmente scopriremo che, tutto sommato, non abbiamo perso molto.
3. assapora la libertà: ora che non abbiamo più vincoli, abbiamo la possibilità di incrementare le nostre sicurezze e la nostra autonomia. Ora siamo libere di fare scelte diverse come, ad esempio, cambiare interessi, amicizie e, perché no, lavoro o città. Cogliamo l'occasione, per una volta, di darci più chances per concretizzare i nostri desideri inappagati, prima sacrificati alla coppia. Cominciamo, insomma, a rifocalizzare l'attenzione su di noi e reinvestire di nuovo su noi stesse.
Ce ne capitano sempre di tutti i colori
La prima regola è fondamentale: leviamoci dalla testa di essere persone sfortunate. E poi iniziamo a prenderla con filosofia: più ci carichiamo di ansia per le cose che vanno male e per quelle destinate ad andare peggio in futuro, tanto meno riusciremo a goderci ciò che abbiamo e a cogliere segnali e opportunità più favorevoli. Sì, e vero, i colpi bassi della vita fanno perdere la fiducia nel futuro e nella possibilità di essere di nuovo felici, ma con meno preoccupazioni e tensioni e più fede nelle nostre capacità ogni nodo, se non subito, presto o tardi è destinato a sciogliersi. Cosa ci aiuta? Frequentare un giro di persone con la nostra stessa voglia di ripartire: questo eviterà di ricadere sempre negli stessi discorsi (i problemi) e ci aiuterà a coltivare la motivazione e la fiducia nel futuro.
Abbiamo subito un lutto
Non illudiamoci che, impegnandoci in mille cose, diminuiremo o annulleremo il nostro dolore. Per un periodo concediamoci il permesso di non fare nulla, se non piangere chi è mancato: in questo modo riusciremo a chiudere una fase della nostra vita e iniziarne una nuova. Altre strategie utili? Circondiamoci di persone capaci di empatia, che accolgano la nostra sofferenza con compassione ma senza compatirci e, soprattutto, senza darci consigli non richiesti. Parlare con qualcuno è importante: ci aiuta ad attraversare la fase della negazione, quella in non vogliamo accettare la scomparsa del nostro caro, e a non farci sentire troppo soli.
A lezione di emozioni, per essere di aiuto
Imparare a riconoscere e gestire le emozioni, come la rabbia e la delusione, non fa bene solo a noi stessi, perché sviluppiamo autocontrollo, ma anche per il prossimo, perché ci rende empatici e in grado di intuire gli stati d'animo chi ci sta vicino. E in questo modo aiutarli a gestire situazioni difficili e relazioni conflittuali. Un esempio: come aiutare un bambino che scopre che i compagni non vogliono giocare con lui? Entrando in empatia con lui, consolandolo spiegandogli perché si sente ferito, ma soprattutto indicandogli quali strategie potrebbe adottare per volgere al meglio la situazione. Le persone emotivamente intelligenti, infatti, di fronte a un insuccesso, riconoscono di essere delusi, ma vivono la situazione come una sfida e una lezione di vita. Riuscendo così a individuare, per ogni problema soluzioni efficaci.
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